Oggi sono tornato a casa con il cuore colmo di gioia.
Non è una frase fatta. È una sensazione rara, piena, di quelle che restano addosso.
Perché oggi è accaduto qualcosa che va oltre una lezione, oltre un orario scolastico, oltre un
programma da svolgere.
Oggi pomeriggio alcuni ragazzi sono rimasti a scuola per due ore di potenziamento di musica
d’insieme. Due ore non obbligatorie. Due ore in più, dopo un’intera giornata di lezioni.
Sono arrivati prima. Non sono tornati a casa dopo la scuola. Sono rimasti lì.
E quando la lezione ufficialmente è terminata, non volevano andare via.
Alle 17.40 li ho dovuti praticamente “cacciare”, venti minuti dopo la fine.
Incredibile.
Bellissimo.
Ma ciò che mi ha colpito non è solo il fatto che siano rimasti. È il come sono rimasti.
Erano stanchi, sì. Ma felici.
Concentrati. Coinvolti. Presenti.
Hanno suonato con un’intensità e una maturità che mi hanno profondamente commosso.
In un tempo in cui spesso si raccontano ragazzi distratti, disinteressati, attratti solo da ciò che è
superficiale, oggi ho visto l’esatto contrario: giovani che scelgono di restare a scuola per fare
musica insieme. Non per obbligo. Non per voto. Non per competizione.
Per passione.
Per condivisione.
Per la gioia di costruire qualcosa di bello insieme.
La musica d’insieme ha qualcosa di magico.
Insegna ad ascoltare prima ancora che a suonare.
Insegna a fare un passo indietro quando serve, a sostenere l’altro, a respirare insieme, a cercare armonia non solo nelle note ma nelle relazioni.
Oggi quei ragazzi mi hanno ricordato perché esiste l’Indirizzo Musicale.
Perché la scuola può essere anche questo: un luogo in cui si rimane non perché si deve, ma perché si vuole. Un luogo in cui la passione vince sulla stanchezza. Un luogo in cui si cresce senza nemmeno
accorgersene.
Non stavano bighellonando.
Non stavano cercando scorciatoie.
Stavano investendo tempo ed energie per migliorarsi, per condividere, per vivere qualcosa di
autentico.
E in quell’aula, oggi, c’era qualcosa di raro: la gioia pura dell’apprendere insieme.
Come insegnante, non c’è regalo più grande.
A voi genitori voglio dire grazie.
Perché dietro ragazzi così ci sono famiglie che sostengono, che educano alla costanza, che danno
valore all’impegno e alla bellezza.
Oggi i vostri figli mi hanno insegnato qualcosa.
Mi hanno ricordato che la passione, quando è vera, non pesa.
Illumina.
E io torno a casa con il cuore pieno!


❤️
Era un doveroso tributo a studenti speciali
prof non sa quanto ho pianto
Mi dispiace, non era mia intenzione ; ) un abbraccio
Sei un prof.speciale con ragazzi speciali
E tu un’amica preziosa!
sono contento che le sia arrivata la passione che ci mettiamo Prof
E speriamo si allarghi a macchia d’olio! Ieri le prove mi hanno preoccupato parecchio!