Ci sono doni che non finiscono nel momento in cui li ricevi.
Nel mio cammino musicale ho avuto Maestri grandi, veri, capaci di vedere prima di me ciò che sarei potuto diventare. Uno di loro, Danilo Manto, il primo, mi insegnò gratuitamente per quasi due anni, essendo a conoscenza della mia situazione familiare non proprio favorevole. Non era solo insegnamento: era fiducia seminata nel tempo.
A distanza di anni comprendo che quel gesto non si è mai esaurito. È rimasto vivo dentro di me, come una nota lunga che continua a vibrare anche quando il suono sembra spento; e oggi, quando incontro un giovane talento, uno sguardo acceso, una volontà sincera, sento che quella vibrazione chiede di proseguire. Allora dono tempo, ascolto, sapere. Non per generosità, ma per fedeltà.
Perché forse la bellezza obbedisce a una legge semplice: ciò che ci salva non va trattenuto, va restituito.
E così la Musica continua il suo viaggio, passando da un cuore all’altro, come luce che non si consuma.

